I tipi di pianto ed il loro normale sviluppo

31491518-cartoon-bambino-che-piange-illustrazione Il pianto, sopratutto per i bambini piccoli, è il principale veicolo per esprimersi.
Ci sono diversi tipi di pianto che il bambino può avere ed è bene saperli riconoscere. Utilizzando l’analisi spettrografica, Wolff (Wolff, 1969) ha potuto individuare tre tipi di pianto distinti tra loro:

  • Pianto di dolore: è un intenso grido molto prolungato, è seguito da un lungo silenzio dove il bambino prende fiato, seguito da inspirazioni brevi e affannose che si alternano con singhiozzi espiratori.
  • Pianto di fame: Inizia in modo aritmico ed a bassa intensità, divenendo gradualmente più intenso e ritmico.
  • Pianto di irritazione: inizia con la stessa sequenza temporale del pianto precedente (cioè pianto-pausa-inspirazione-pausa) ma e resta a bassa intensità e bassa tonalità.

Più recentemente (LaGasse, Neal, & Lester, 2005) però con ulteriori studi si tende a considerare solo due tipi di pianto: il pianto di dolore ed il pianto di base. Il pianto di base è propriamente “dedicato” alla comunicazione con i genitori e l’ambiente circostante. Per questo motivo è un pianto molto variabile che assume forme differenti a seconda delle varie situazioni. Il pianto di dolore, invece, è simile a quanto espresso da Wolff.
Subito dopo la nascita, e solitamente fino a circa 4-6 settimane, il pianto tende ad essere scatenato da una serie di stimoli di natura quasi esclusivamente fisiologica (ad esempio fame, dolore, freddo) in maniera “automatica”.
Soltanto in seguito, ripetendo le esperienze, i neonati apprenderanno che certe azioni tendono a provocare determinate conseguenze nell’ambiente che li circonda.
È interessante notare che il picco di durata del pianto si ha proprio in quest’età: circa il 20% dei neonati a 4-6 settimane piange circa tre ore il giorno.
Dalla soddisfazione del bisogno si passa a calmare il pianto con stimoli diversi, quali il ciuccio o simili, il contatto fisico e il cullare.
Queste scoperte sono molto interessanti per i risvolti operativi delle educatrici di asilo nido che saranno in grado di comprendere a fondo il bisogno del bambino ed essere in grado di prendersene cura nella maniera migliore.