La fase dei no!

I frequenti “no!”, i rifiuti e le trasgressioni che si intensificano verso i 2-3 anni di vita del bambino sono comportamenti che fanno parte di una fondamentale tappa evolutiva che porta alla costruzione di un’identità psicologica. Costruirsi un’identità psicologica significa percepirsi un’entità unica, diversa da altri, conimages pensieri ed emozioni propri. E’ un processo che inizia nel corso del primo anno di vita e che continua fino all’adolescenza, terminando con l’età adulta. Questa è propriamente la fase in cui il bambino inizia a costituire il proprio “Io”. Ha acquisito uno sviluppo cognitivo, emotivo e motorio tale per cui è sempre più in grado di percepirsi come un essere distinto dalle proprie figure di riferimento, un essere dotato di pensieri ed emozioni diversi e personali. Mentre prima doveva aspettare che la mamma lo alimentasse, ora capisce di poter prendersi del cibo o una bevanda da solo salendo ad esempio sulla sedia; mentre prima le sue emozioni erano strettamente collegate a quelle della mamma ora il bambino comprende di poter essere arrabbiato e di poter fare arrabbiare la mamma quando e come vuole. Mentre prima poteva giocare solo con i giochi che gli si proponevano, ora sperimenta di poter decidere con quale gioco giocare e, addirittura, scopre di poter trasformare un bastone in un telefono! I frequenti e determinati “no!” hanno, quindi, il significato di consolidare il proprio Io che si sta formando. Attraverso comportamenti di rifiuto o provocazioni, il bambino afferma la propria individualità. Nulla di allarmante quindi, si tratta di una fase che va affrontata armati di pazienza con la consapevolezza che si tratta di un periodo passeggero ma molto importante per il lo sviluppo caratteriale del bambino.