Gli scarabocchi dei bambini

I bambini osservando la realtà colgono tanti indizi: tracce sonore e grafiche che contribuiscono a nutrire le sue conoscenze e la sua immaginazione. Nei primi mesi di vita lo scarabocchio è considerato un’attività motoria. Il bambino poi scopre man mano che tra i suoi gesti e i segni graficibimbo-scarabocchio esiste una relazione. Lo scarabocchio diventa quindi un gioco e il bambino vuole diffonderlo ovunque e su qualsiasi superficie.
Ad ogni fase evolutiva, nei primi anni, corrisponde una tipologia di scarabocchio: tracciati a croce, il verticale e l’orizzontale, segni in diverse direzioni, segni circolari e angolari, segni con scarso controllo e poi con il controllo dello sguardo, riccioli, spirali, cerchi.
Nulla senza un senso. Neppure i primi scarabocchi sono stati mai disposti a caso sul foglio: nella maggior parte dei casi essi sono tracciati secondo modelli di posizione, cioè con una consapevolezza dei rapporti figura, vedendo il foglio come un tutto unico e reagendo di conseguenza.
Verso i tre anni il bambino traccia intenzionalmente segni verticali, orizzontali, croci, cerchi, figure aperte e chiuse.
Successivamente disegna in modo approssimativo quadrati: verso i quattro anni disegna schematicamente figure umane: a quattro anni il bambino, in genere, ha superato la fase dello scarabocchio e ci si avvicina al disegno.
Lo scarabocchio origina quindi gradualmente il disegno e la scrittura che si differenzieranno col passere degli anni.