La fase dei no!

I frequenti “no!”, i rifiuti e le trasgressioni che si intensificano verso i 2-3 anni di vita del bambino sono comportamenti che fanno parte di una fondamentale tappa evolutiva che porta alla costruzione di un’identità psicologica. Costruirsi un’identità psicologica significa percepirsi un’entità unica, diversa da altri, con pensieri ed emozioni propri. E’ un processo che…

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Canzoni per il riordino al nido

Dopo aver giocato c’è sempre una grande confusione? Insegniamo ai bambini a mettere a posto i giochi. Il riordino degli spazi di gioco è un momento importante (oltre che necessario). Le canzoni per il riordino sono fondamentali sopratutto per i bambini il cui temperamento è caratterizzato da un basso livello di ad adattabilità (cioè che hanno bisogno…

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Le attività di travaso

Travasare è un’attività finalizzata allo sviluppo dei sensi ma non solo! È un’attività motoria molto importante che perfeziona i movimenti della mano, stimola lo sviluppo intellettivo del bambino ed esercita la coordinazione. L’esercizio consiste nel travasare una sostanza, solida o liquida che sia, da un recipiente all’altro con l’utilizzo di strumenti oppure delle sole mani…

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Far addormentare i bambini

Sono molteplici i metodi per far addormentare i bambini e le maestre lo sanno molto bene!! In asilo la capacità di farli addormentare tutti più o meno contemporaneamente tiene impegnate le maestre per un tempo abbastanza ampio. Questo tempo potrebbe essere impegnato con la lettura di un racconto o di una filastrocca. Ecco alcuni step…

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Gli scarabocchi dei bambini

I bambini osservando la realtà colgono tanti indizi: tracce sonore e grafiche che contribuiscono a nutrire le sue conoscenze e la sua immaginazione. Nei primi mesi di vita lo scarabocchio è considerato un’attività motoria. Il bambino poi scopre man mano che tra i suoi gesti e i segni grafici esiste una relazione. Lo scarabocchio diventa quindi…

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Nuovi pannolini lavabili in asilo nido

A Bologna è iniziata una nuova sperimentazione: l’uso dei pannolini lavabili. Per dare avvio alla sperimentazione, il Comune di Bologna sta cercando soggetti interessati alla coprogettazione del servizio, denominato “Cambio sostenibile”. Servizio che rientra nell’ambito delle attività volte all’educazione alla salute e alle pratiche per la riduzione dello spreco e dei rifiuti. Con il progetto…

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L’importanza degli Oggetti transizionali

2cwr21y.jpg Gli “oggetti transizionali” vengono definiti psicologicamente come “oggetti di conforto transizionali”, possono essere molto vari ma spesso si tratta di oggetti morbidi come una vecchia copertina, un fazzolettino o giocattoli più tradizionali come i peluche.
Si tratta sempre di qualcosa di molto familiare che regala al bebè conforto e sicurezza. Solitamente il bambino si addormenta con l’oggetto in questione e molto spesso lo colloca sempre nella stessa posizione dove può facilmente ritrovarlo se si sveglia nella notte. Diventerà quindi una cosa molto e preziosa che non bisogna mai dimenticare quando si va in vacanza, al nido o se si cambia casa. Non bisogna mai convincere il piccolo a lasciare l’oggetto a casa quando usciamo e non demoralizziamolo ripetendogli che è un oggetto solo per i bambini più piccoli. Decidiamo piuttosto insieme a lui dei luoghi sicuri e accoglienti dove lasciarlo che siano per lui facilmente raggiungibili per poterlo riprendere quando ne sentirà il bisogno. Non c’è niente di cui preoccuparsi se il bambino non riesce a staccarsi da questi oggetti anche nei momenti più improbabili. Questi oggetti hanno una forte valenza emotiva. I bambini hanno una necessità di sentirsi protetti anche durante gli anni della frequenza in un nido e sentono il bisogno di una presenza vicina che si accosti alla la figura del genitore. Gli serve come consolazione nei momenti tristi in cui non vedono un genitore accanto a loro. L’oggetto rappresenta quindi un ponte di trasmissione dalla sicurezza all’interno della famiglia e il nido, posto che per loro non è mai completamente sicuro. Quando cresceranno non sentiranno più la necessità di questi oggetti e li abbandoneranno da soli. È solo una questione di tempo. col passare degli anni il bambino comincerà a sentirsi più autonomo ed inizierà a fare a meno dell’oggetto. Il legame svanirà lentamente e il bambino porterà con sè solo un piccolo giocattolo. Consideriamolo semplicemente il giocattolo preferito del bambino e manteniamolo in buone condizioni per quanto riguarda l’igiene. Non è molto indicato però lavarlo spesso e a sua insaputa poiché avremo tolto il suo odore familiare e questo sarà fonte di proteste da parte del piccolo. Non bisogna mai pensare che il bambino affezionato tanto al suo oggetto e che fatica a separarsene sia un bambino problematico o troppo timido. I bambini hanno bisogno di passare questa fase nei primi anni ma poi la supereranno senza alcun problema. Bisogna quindi accettare l’oggetto e tenere conto che in quel momento sia una parte integrante del nostro bambino.

Nasce in Italia il primo “asilo nel bosco”

L’ asilo in questione si trova a Ostia, (Roma), in un vecchio casale ristrutturato all’interno del Parco della Madonnetta di Acilia. image_thumb.4432 Nell’Asilo nel bosco i bambini dai 2 ai 6 anni possono giocare all’aria aperta, senza nessun banco, senza cemento e senza tappeti, sporcandosi nella terra, toccando con mano l’intera natura, l’erba, le foglie, i fiori e creando giochi di contatto con gli alberi e i rami.
Il progetto è nato da un’idea di Ella Flatau, che realizzò il primo asilo a Søllerød, in Danimarca, negli anni ’50. Il modello poi si è sviluppato in tutta Europa ed a oggi in Germania ci sono più di 1000 asili nel bosco.
Come scrive Eticamente.net: “Alcuni studi effettuati dal prof. Peter Hafner dell’Università di Heidelberg e da Lena Gruener e dalla professoressa Michela Schenetti dell’Università di Bologna, mettono in evidenza come i bambini che frequentano l’asilo nel bosco sono molto creativi e curiosi, prestano una maggiore attenzione e si concentrano di più, rispettando di più le regole e risolvendo i conflitti in modo pacifico, inoltre sembra che si esprimano in maniera più precisa e argomentino meglio le proprie opinioni.”